Intervista a Rio Tommasino

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico…
Mi chiamo Rio Tommasino e sono un cantautore romano di 35 anni , canto , suono e scrivo da sempre, lavoro nei villaggi turistici ed è li che ho maturato la passione per il palco, ora il mio progetto artistico mi piace immaginarlo come un insieme di arti varie, ho scritto le canzoni dell’EP 13.13 immaginando di essere un pittore , le ho suonate da musicista, le ho cantate cercando uno stile che mescolasse la melodia alla narrazione e da tutto questo mescolare è uscita fuori una massa informe di pensieri e note e da li ho cominciato a darci giù di scalpello come uno scultore. Credo che questo in qualche modo si percepisca o quanto meno si intravede , la storia la metabolizzi e la fai subito tua e riesci a metterla a fuoco un po’ come quando dai un colpo di panno ai tuoi occhiali appannati, essere visivo era la cosa che più mi premeva .

Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?
Io credo che più che di stile e di identità bisogna parlare di credibilità, spesso per questa spasmodica ricerca di una propria particolarità si rischia di diventare caricature di se stessi, si può essere rock o classici , cantare puliti o graffiati ma alla fine di tutto la cosa che conta davvero è se la gente mentre ti ascolta ti crede o no .

Parliamo della tua ultima fatica, come nasce?
“Sabato notte” è uno dei quattro ritratti di 13.13 forse il ritratto più faticoso perché è un ritratto di me ma non è un autoritratto in quanto racconta di un me ventenne che ormai non esiste più, questo parlare del passato in fase di scrittura mi ha aiutato a essere imparziale nel raccontarmi ma quando ho cominciato a preparare l’interpretazione è stato un freno , alcune volte ripercorrere un pezzo di vita è difficile soprattutto se a quel pezzo di vita sono legati così tanti ricordi, scrivere e cantare sono due cose molto diverse per me, riesco ad essere un osservatore cinico e distaccato mentre compongo ma poi quando vado a cantare devo immergermi nella storia e quando la storia è la tue e ti tocca fare un bagno di ricordi le cose si complicano. Oggi ascoltandola mi vengono in mente tutti quei ricordi e quella voce rotta esprime esattamente quel momento della mia vita quando avrei voluto vivere una notte senza un alba a porgli fine .

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?

Per fortuna che non ho progetti in generale e quindi posso concludere qui la risposta altrimenti avrei dovuto vivere l’imbarazzo di doverti dire che non ho capito la domanda

Perchè i nostri lettori dovrebbero ascoltare la tua musica?

Perché ho qualcosa da dire e non credo sia poco anzi bisogna pure affrettarsi ad ascoltarmi ora perché magari nel giro di qualche anno mi trasformo in uno di quei dinosauri che vocalizza un miscuglio di lettere solo per portare a casa la pagnotta.