Quattro chiacchiere con Double A

Cosa ti ha spinto verso la musica?
Ascoltando i Grandi classici Rock mi sono avvicinato al mondo della musica, Artisti come Frank Zappa e Doors mi spinsero a iniziare a suonare il mio primo strumento.

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico…
Il mio percorso artistico iniziò anni fa con la formazione di un gruppo progressive rock che durò all’incirca due anni. Scioltosi, ho deciso di continuare a fare musica in autonomia e visto che in quel periodo avevo iniziato ad ascoltare un po’ di rap (Articolo 31) ho provato a scrivere il mio primo testo Rap. Accolto positivamente da amici e conoscenti, con l’aiuto di un mio amico, abbiamo inciso il nostro primo brano Rap assieme. Dopo si sono susseguiti altri brani sempre in coppia e poi decisi di mettermi solista con sotto il nome di Double A. Nel tempo ho imparato le tecniche di produzione musicale e mixing con i software più noti e ora mi dedico alla produzione di musica Rap/Elettronica/Sperimentale.

Cos’è la musica per te?

Per ora posso dire che si posiziona ancora come uno scopo di vita. È un centro gravitazionale dove tutto il resto vi ruota attorno. È passione, è osare ed è il costante tentativo di comunicare nelle forme più disparate possibili quello che provo, quello che vedo e quello che penso.

Parliamo della tua ultima fatica, come nasce?
Tutto è nato per un suono di sintetizzatore che inizialmente era pensato per un brano di genere Rock/Progressive, infatti risale al tempo in cui avevo ancora la band. Tuttavia un anno fa ripresi quel suono di sintetizzatore e quel “riff” e lo registrai per tenerlo in cantiere e vedere in futuro cosa farne. Salvai il progetto e una sera d’estate del 2020 lo aprii per giocarci un po’, aggiunsi qualche altro synth con macchine virtuali, una Drumkit e la prima idea di “Beat” venne fuori. Feci suonare in loop quella primordiale composizione e come per magia spuntarono fuori le parole del testo che già inquadravano la tematica del brano. Da lì in poi l’idea di costruire un brano Rap Sperimentale con un ritornello solenne. Un giorno, suonando gli accordi al piano e cantando un po’ il ritornello mi venne l’idea di provare a cantare la parte ritmica “Come un film” che decisi poi di inserire a metà canzone realizzando così un cambio di atmosfera.

Progetti futuri?
Il 18 Marzo esce After Midnight, un brano puramente elettronico, senza testo. È il classico brano che ascolti alle 4 del mattino nei parcheggi di un Club, ballucciando con un drink in mano e con addosso gli occhiali da sole.
Oltre a ciò sono alle prese per la composizione di ulteriori brani Rap così da poter formare un EP di 5 pezzi.
In più appena si potrà mi piacerebbe prendere la chitarra in mano e suonare un po’ in giro i miei brani in versione acustica!

Come ti senti prima di un live? Hai mai paura di sbagliare ad un live?
Venendo da una band rock ai live ci ero abituato ed essendo in gruppo la paura era lieve. Per le mie esperienze in questo nuovo progetto posso confessare che ho un più più di ansia prima dei live ma da un lato penso anche che sia normale perché vuol dire che la cosa mi sta a cuore! Ho sempre paura di sbagliare in un live!

Perchè i nostri lettori dovrebbe ascoltare la tua musica?
Perché le mie canzoni non vanno solo ascoltate, vanno scoperte, vanno capite e bisogna cogliere ogni sfumatura del brano per poter alla fine chiudere il cerchio. Non sono canzoni che nascono con il classico intento che dopo i 30 secondi ci deve essere un ritornello orecchiabile fatto apposta per “piacere”. Dietro ai miei brani molte volte c’è un concept, c’è una storia che va raccontata per come è e per come penso che sia giusto raccontarla a discapito dei compromessi del “Music Business”

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Author: Yoshito Higashi

Appassionato di musica e cinema, residente in Italia da diversi anni, è originario del Giappone. Attualmente vive a Pescara